Mito numero 3:
I sistemi pensionistici sono più sostenibili grazie alla mortalità prematura dei fumatori
REALTA’ numero 3:
IPOTESI PRIVA DI FONDAMENTO, SE SI TIENE CONTO DEI COSTI DEL FUMO PER LA SOCIETA’, COME LA PERDITA DI PRODUTTIVITA’ DA MORTE PREMATURA

Viene agitata più volte, ad esempio in Italia, dall’Istituto Bruno Leoni (Monsurrò P. La regolamentazione del tabacco in Europa – ora basta. http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_103_Tabacco.pdf), la tesi per cui la supermortalità prematura dei fumatori avrebbe una utilità sociale in quanto grazie alla supermortalità prematura lo Stato spenderebbe meno per le pensioni. Questo vantaggio andrebbe ad aggiungersi agli introiti fiscali dalle vendite di tabacchi. In tal modo la mortalità prematura, invece di un costo sociale del fumo, diventerebbe un beneficio per lo Stato.

La tesi deriva da uno studio effettuato nel 2000, per conto dalla Philip Morris, dalla Arthur D. Little International Inc. nella Repubblica Ceca, studio che arrivava alla seguente conclusione: a fronte di costi per lo stato pari a 403 milioni di dollari USA all’anno, il fumo consentiva al governo di incamerare 522 milioni di dollari all’anno di tasse, e risparmiare 31 milioni di dollari all’anno di pensioni ed altri servizi non erogati a fumatori deceduti. Complessivamente lo Stato avrebbe risparmiato 150 milioni di dollari all’anno. Il fumo sarebbe stato perciò benefico per la Repubblica Ceca contribuendo alla sua stabilità finanziaria. Una conclusione cinica, ma apparentemente sensata.

Lo studio era basato su numerosi errori metodologici ed omissioni nel computo dei costi, principalmente i costi per la società, come la perdita di produttività dovuta alla morte prematura (1). In effetti, la correzione di uno solo tra numerosi errori nelle ipotesi e nei calcoli nello studio di Phillip Morris porta alla conclusione opposta: invece di risparmi di 150 milioni di dollari all’anno, il fumo drena almeno 373 milioni di dollari dal bilancio statale ogni anno, quasi lo 0,8% del prodotto interno lordo della Repubblica ceca. La perdita netta per la società è ancora maggiore se tutti i costi e i benefici pertinenti sono calcolati correttamente.

Dopo un primo tentativo di minimizzare la questione, la Philip Morris decise di scusarsi pubblicamente e abbandonare progetti simili avviati in altri paesi (2). E’ di interesse l’esame delle incongruenze dell’analisi economica che non distingueva tra costi interni (a carico del fumatore) e costi esterni (per la società) ed ometteva di includere molte voci di costo (1).


Per approfondire:

(1) Ross H. Critique of Philip Morris study of the cost of smoking in Czech Republic. Nicotine & Tobacco Res 2006; 6(1):181-189 http://www.tobaccoevidence.net/pdf/sea_activities/Critique_PM_Ross.pdf

(2) Wikipedia. Public Finance Balance of Smoking in the Czech Republic https://en.wikipedia.org/wiki/Public_Finance_Balance_of_Smoking_in_the_Czech_Republic